Le Troiane

Domenica 28 aprile a partire dalle ore 20.45 presso il Teatro Comunale di Belluno si terrà lo spettacolo Le Troiane

Opera messa in scena dalla Compagnia teatrale “I Giovani” di SospiroloRegia di Mariarosa Ceccon.

 

Breve descrizione: 

Troiane, considerata dalla critica moderna tra i capolavori di Euripide, rappresenta una denuncia radicale della guerra, per voce degli sconfitti, ed è proprio in questo cambio di prospettiva l’originalità e la grandezza dell’ateniese che rende protagonisti non i vincitori, i Greci, ma i vinti, non gli uomini ma le donne. L’ universo femminile in primo piano, cartina di tornasole dei conflitti della nostra società e il dramma dello straniero, del “barbaro” o del diverso, simbolo dell’emarginazione e della brutale sottomissione dei più deboli. A partire dal materiale mitico della tradizione arcaica, Troiane, rappresentata nel 415 a.C. all’indomani del massacro della città di Milo da parte di Atene, denuncia i crimini di guerra e la deriva di una popolazione devastata. La tragedia comincia proprio laddove l’Iliade di Omero finisce: Troia è già caduta e della città non resta più nulla. I troiani giacciono morti dopo l’immane carneficina; le loro donne, folli di dolore, attendono prigioniere di conoscere il proprio destino. L’orrore e lo strazio sono focalizzati nella prospettiva delle vittime, dei corpi umiliati e spogliati delle loro identità, delle soggettività ridotte a voci sofferenti quanto inermi. Una danza di dolore che ruota intorno ad Ecuba – nell’intensa, toccante interpretazione di Patrizia Milani – madre, moglie e regina, in lei convergono e sopravvivono le origini familiari e politiche della città distrutta; ed ancora Andromaca, Cassandra: su di esse incombe il trauma della perdita e dello sradicamento, della partenza verso un altrove che significa schiavitù e miseria. Nella condizione di una totale impotenza restano solo il lamento, le grida di dolore, le imprecazioni rancorose, i paradossi di una ragione allucinata. Della città caduta non resta che un rogo che accompagna la perdita di identità, il senso profondo di sradicamento di chi, allora come oggi, è costretto a migrare. Forte è l’urgenza emotiva del dirsi, del raccontare un’ultima volta la propria storia.

 

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Dove
Teatro Comunale

Quando
domenica 28 Aprile
20:45 - 23:00

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