Concerto “Se fossi una rondinella”

Sabato 5 maggio 2018 alle ore 20.45 presso il Teatro Giovanni XXIII si terrà il concerto “Se fossi una rondinella…” – 1914 -18 Canti di guerra, di vita e di dolore, un percorso musicale che, attraverso la rilettura di alcune delle più belle canzoni del repertorio bellico e alpino, vuole proporre una riflessione sulle implicazioni storiche, culturali, sociali e antropologiche dell’evento della prima guerra mondiale. Protagonisti della serata, in ricordo di Claudia Zannin e Loris Tormen, saranno: Annachiara Belli al violino, Pina Sabatini alla chitarra e voce, Andrea Da Cortà all’organetto diatonico, mandolino, dulcimer e voce, Sandro Del Duca ai flauti e voce, Mauro Canton al contrabbasso.

La serata, aperta dal saluto del Sindaco Jacopo Massaro, è stata pensata all’insegna del grido “Mai più la guerra”, quel “Nie wieder Krieg” che la penna dello scrittore berlinese Kurt Tucholsky e il pennarello della pittrice Käthe Kollwitz fecero diventare un manifesto di reazione alla disumanità della grande guerra.
Sul palco del Comunale Andrea Da Cortà, Pina Sabatini, Sandro Del Duca, Annachiara Belli e Michele Gava – gli “Al Tei” – metteranno in musica e parole questo sentimento, come richiamo all’impegno di pace che deve accompagnarsi al ricordo dell’ingresso in guerra da parte dell’Italia.

Gli “Al Tei”, che hanno lavorato con cura alla scelta del repertorio, così presentano il concerto: ”L’immane tragedia della grande guerra è stato senz’altro uno dei punti di snodo più importanti nella storia della civiltà occidentale: essa ha significato l’irrompere violento e precipitoso della modernità in un panorama europeo fatto ancora in buona parte di un mondo rurale e arcaico. Si può quasi dire che con la prima guerra mondiale il mondo abbia perso definitivamente e irreparabilmente qualsiasi residuo di innocenza, le masse popolari e contadine si sono trovate catapultate nella guerra“industriale”, in quella che alcuni hanno definito la fabbrica della morte, la morte del soldato-massa, messa freddamente a bilancio e gestita come cifra nel rapporto costi-benefici.
Ciononostante la grande guerra è stato anche uno degli ultimi episodi che hanno dato origine a una vera e propria epica; la cultura popolare non ne è stata distrutta anche se con il conflitto si è sperimentata per la prima volta la propaganda su larga scala, il marketing della morte; la cultura popolare ha inserito la grande guerra in una propria narrazione epica, facendola diventare in qualche modo mito, l’ultimo mito (…). Le particolarissime condizioni in cui il conflitto si è combattuto l’hanno reso per molti versi molto più vivo ed epico nel ricordo popolare rispetto al secondo conflitto mondiale.
La ricchissima produzione musicale popolare legata al conflitto ne è testimonianza: le canzoni della guerra si inseriscono pienamente nel flusso della secolare cultura popolare. Esse hanno quasi tutte un’origine molto più antica del conflitto stesso, lo attraversano, ne vengono profondamente segnate e lo oltrepassano, andando verso il futuro; molti canti della grande guerra hanno origine in antiche ballate o canzonette, diventano canti bellici e spesso, terminato il conflitto ridiventano qualcos’altro o passano, con nuove parole, al conflitto successivo. Così, nelle grandi tragedie della storia, la cultura popolare vive e sopravvive e si ricrea continuamente”.

Il gruppo “Al Tei”
Gli “Al Tei”” (il Tiglio nel dialetto di una buona parte della provincia di Belluno) sono un gruppo nato 13 anni fa nel bellunese, composto da musicisti di formazione assai eterogenea accomunati però dall’interesse verso la musica di tradizione popolare, con particolare riferimento alla tradizione locale dolomitica.
“Al tei”, il tiglio, è un simbolo importante nella cultura di gran parte dell’Europa. I Celti lo ritenevano un elemento fondante per la loro socialità. Anticamente, infatti, era costume piantare un tiglio al centro di un villaggio per celebrare la nascita di una nuova comunità.
“Al tei”, dunque, potrebbe affermarsi come valore comune di culture apparentemente diverse, ma accomunate da una stessa storia.

 

L’ingresso è libero.

L’evento è a cura dell’Amministrazione comunale di Belluno, in collaborazione con il gruppo musicale “Al Tei”. Per informazioni www.altei.it.

 

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Dove
Teatro Giovanni XXIII

Quando
sabato 5 maggio
20:45

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